Quel sabato in cui tutto cambiò
Quel sabato mattina quando tra due fratelli cambiò tutto.
Quel sabato mattina quando tra due fratelli cambiò tutto.
Sono due le emozioni più antiche degli esseri umani: la paura e il desiderio sessuale.
Eros e Thanatos, chi vincerà?
Il momento della battaglia è finalmente giunto. Chi vincerà?
Paola è entrata nella mia vita da pochi mesi ed è stata travolgente come un uragano.
Abbiamo subito trovato una stupefacente intesa sessuale.
Tu sei come un serpente a sonagli con gli stessi scatti simultaneamente peraltro azzardati e insidiosi, in seguito tu sorridi baldanzosa e fiera, io ti guardo e tremo mentre m’affondi le unghie nella carne, perché i tuoi morsi sono un dolore per lungo tempo atteso, tant’è che il tuo corpo cerca e insegue il piacere adagiandosi sul mio e tutto diviene eccezionale, maestoso e sovrannaturale. Il tempo defluisce veloce come il sangue nelle nostre vene, il cuore accelera seguendo l’eccitazione, dato che la bufera dei sensi è a stento incominciata.
Era da parecchio tempo che nei nostri discorsi di sesso si parlava di varianti e di altre persone che creava la nostra fantasia.
A volte un amico, altre volte una negra, altre volte un gay ed ancora una bella bionda ultra sexy magari lesbica e così via dicendo….
Abbiamo pensato anche allo scambio di coppia che ci ha eccitato molto ed a cui altre volte avevamo fatto ma ora era da un po’ di tempo che non c’era venuta voglia di mettere su una giornata con qualche coppia di nostra conoscenza. Il discorso è caduto su Carla e Paolo
L'immagine di Forica, donna piacevolmente nuda mi dette una sferzata tale che mi risvegliai completamente.
La luce che entrava dalla finestra la rendeva molto bella.
Ci levammo da letto e dopo una salutare doccia ci vestimmo ed andammo ognuno al suo lavoro con l’intesa di rivederci alla sera.
Durante la giornata ricevetti una telefonata da Graziella che mi voleva vedere per parlarmi.
La sera uscii con lei che da gran bella figa si mise in tiro con un vestito rosso molto scollato, lungo poco sotto il ginocchio e con le spalle coperte da una sciarpa trasparente.
Scarpe moderatamente alte, niente calze. Capelli scuri raccolti dietro la testa. Niente gioielli ma solo una collanina di perle coltivate al collo.
Il sogno di Beatrice.
Una lettrice mi ha chiesto di scriverlo per voi.
Il ritorno a casa dalla pineta lo facemmo con le mie dita nella sua figa umida.
La lasciai sotto casa dopo averla ancora una volta sgrillettata senza orgasmo. Lei era esausta.
L’indomani sera, dopo cena, non vedevo l’ora di incontrare con Forica, alle 19.
Come promesso, un pomeriggio di una bella giornata di sole ce ne andammo in pineta. Era primavera inoltrata.
Aperti i finestrini, si parlava del tutto ed anche di noi.
A dire il vero io ero un po’ scosso perché mi aveva lasciato una bella donna. Una vera e propria figa.
Per lasciarmi mi disse che lei nonostante tutto, tenendo conto che le piacevo e che la montavo come lei desiderava, era innamorata di un tizio che stava dalle parti di Napoli che d’estate arrivava qui e in quei venti giorni di soggiorno la montava a più non posso e la saziava per un anno.