Nadia, l’eccitante culona : capitolo 2
Il mio rapporto con Nadia prosegue e così anche la mia scoperta dell'eccitazione che una sexy culona può provocare
Il mio rapporto con Nadia prosegue e così anche la mia scoperta dell'eccitazione che una sexy culona può provocare
Lei si delizia quando lui la denuda, ammira e apprezza come Gesuino la sveste, come quei palmi l’accarezzano facendole sperimentare brividi magnifici, palpiti unici e tremiti irripetibili, come s’introducono dentro di lei e come l’impugnano, gesti che fanno innegabilmente la differenza agli occhi d’una donna. I palmi laboriosi e logorati di Gesuino, sono indiscutibilmente mani ferrate, concepite per amare.
Lui la reggeva afferrandola per le anche ancora protette dalla gonnella, conducendola adagio in quella lasciva sgroppata, immergendo la faccia tra quei seni, sentendola distintamente gemere mentre lei lo intaccava rigandogli con le unghie il dorso. Sei una piccola gatta selvatica, indisciplinata, disubbidiente, ribelle e poco socievole: quelle definizioni caddero mescolandosi e svanendo tra di loro.
Una povera sventurata al servizio del Gran Visir 1
Io gli agguanto il cazzo fra le mani, perché voglio farlo godere in maniera diversa guardandolo in viso: mi piace osservarlo quando gode in modo così maschio e naturale, io adoro questo gesto, sicché lo faccio sborrare sulle mie tette e in parte sulla mia faccia, perché lui gemendo in modo appassionato ed entusiasta mi riversa addosso la sua lattescente sostanza.
La mamma di Riccardo, nonchè la sorella di Gabriella compie 70 anni; e la nostra coppia trova un modo originalissimo per festeggiarla e farle un regalo indimenticabile
Lui la strinse a sé, sentendone il corpo come febbricitante, caldo e sudato, e che profumava di donna e di sesso. Quanto amava quella sensazione fisica, e quanto adorava far venire la sua donna.
Chi tardi arriva...
Tripudio ed estasi carnali
Io ti sfioro la schiena, le chiappe, ti contorno con le mie gambe, tu cominci repentinamente a oscillare con fervore, fino a sborrare la tua corposa e candida essenza sul mio addome, con un lungo e gustoso lamento di puro e di schietto libidinoso godimento. Io ti squadro estasiata, ti sorrido deliziata e infine t’asciugo con un canovaccio.