Chiara – 02 – Un racconto a sei mani – L’ incontro
Chiara legge un mio racconto ed incuriosita mi manda una mail. Da questo semplice atto nasce un racconto a sei mani (con il suo fidanzato Roberto), un' amicizia inaspettata e.....qualcosa di più!!!
Chiara legge un mio racconto ed incuriosita mi manda una mail. Da questo semplice atto nasce un racconto a sei mani (con il suo fidanzato Roberto), un' amicizia inaspettata e.....qualcosa di più!!!
Chiara legge un mio racconto ed incuriosita mi manda una mail. Da questo semplice atto nasce un racconto a sei mani (con il suo fidanzato Roberto), un' amicizia inaspettata e.....qualcosa di più!!!
Un imprevvisto può diventare una sorpresa?
Rammenti la prima volta m’hai acciuffato così, certo, ma adesso sei cresciuta, non sei più una diciassettenne assatanata, eccitata e finanche curiosa. Tu sei a cavallo sopra di me, seduto sul sedile posteriore io ti spoglio, il leggero vestito è cascato scoprendo la tua cute, incurvi la schiena rivelandomi quanto il tempo sia stato liberale, magnanimo e prodigo.
In modo brusco, inatteso e impensabile godiamo entrambi nello stesso momento, senza respiro, un capogiro fortissimo mi pervade, un sussulto, il mio corpo è bagnato, è completamente in suo possesso, senza peso, senz’opposizione né resistenza. Io mi sciolgo in un grido che non riesce comunque a coprire il suo, liberatorio, sfacciato e senza pudore, mentre la vibrazione del suo orgasmo.
Racconto ambientato in un'epoca pasata, puramente di fantasia, forse un po' lungo, ma agli amici a cui l'ho fatto leggere, è piaciuto... Credevo di averlo pubblicato un mese fa, ma noto ora che non è nella lista dei miei racconti... Avrò sbagliato qualcosa? Lo pubblico nuovamente, sperando di fare cosa gradita ai lettori.
Continuo con il racconto
Aveva cominciato a leccarmi la fica ad occhi chiusi, mandandomi rapidamente in completo visibilio. Io ero distesa e gemevo, sussultavo e mi scuotevo, farneticavo urlandogli frasi laide, deformi e inusualmente per me sconce con numerosi vocaboli osceni, osservavo il suo viso e pensavo a quello che stava accadendo, non mi sembrava vero che la faccenda avesse preso quella piega.
Il supplizio e la soddisfazione, erano adesso incrementati dal turbamento e dalla verecondia d’essere mostrata, d’essere impiegata come un manufatto da indagare e da sviscerare, d’essere in pieno potere del mio pervertito estro e della mia viziosa inventiva, nel ruolo di maschio, dove volevo adesso afferrare e incollare il piacere, giustappunto un attimo prima che si scatenasse.
Terzo giorno di vacanza, quel che è stato è stato. Lasciamo tutto alle spalle... o no?