Come ho mantenuto il lavoro in questi anni.

Dopo il racconto-confessione "come ho avuto il posto di lavoro" scritto l'8 settembre scorso ho cominciato a ricevere diverse e-mail che erano piene di domande su cio' che era successo da allora fino ad oggi (lavoro ancora nella stessa azienda... fortunatamente). Ho deciso allora di scrivere queste righe (come dico sempre: abbiate pazienza ma sono una pessima scrittrice) citando alcuni episodi che negli ultimi 6 anni sono successi. Non dimenticate mai che, come scritto nel mio profilo, frequento il mondo dello scambismo e dei club prive' e delle "feste" private da circa 20 anni e quindi certe cose le facevo gia' MOLTO prima di quelle che raccontero' adesso: per molti sono cose border-line ma per chi, come la sottoscritta e mio marito (e, sono sicura, qualcuno e qualcuna dei lettori/lettrici di Milu'...), frequenta un certo da tanti anni sono invece ormai la norma.

Di |2019-12-16T11:50:03+01:0011 Settembre 2019|Racconti Cuckold, Tradimento|

Io e Milu

Non un racconto ma una descrizione del mio rapporto con I racconti di Milu

 

Stare a cazzo duro mentre sono al lavoro.

Ecco in breve a cosa servono i racconti di Milu per me.

Lavoro in un ufficio, passo 8 ore davanti al computer , e' un lavoro noioso e l'unica distrazione sono i racconti di milu.

Poiche sono l'unica cosa che mi tiene il cazzo duro e non mi obblighi a visualizzare immagini porno sullo schermo.

Per me stare a cazzo duro e' il modo migliore per rilassarmi per non pensare niente e perdermi nella fantasia.

Per questo i racconti di milu sono perfetti...  

Letteramente quando sono qui mi perdo in un mare di fantasie, seghe, pompini scopate, inculate, donne in ginocchio, legate, sodomizzare, che prendono piu' cazzi alla volte, studentesse vogliose e milf arrapate.

C'e' di tutto e praticamente tutto mi fa effetto.

Tutto mi tiene a cazzo duro.

Ovvio che tra i miei racconti preferiti ci sono quelli ambientati in ufficio... questo perchè e' piu' facile immaedesimarmi in essi...

La 30 enne piacente che per ottenere il posto succhia il cazzo del suo futuro datore di lavoro e' un classico e piace sempre,

ma ancora meglio la collega arrapate che vuole far sesso in ufficio .

Questa e' una mia fantasia ricorrente perche' ho delle colleghe davvero bone, e per questo vorrei tanto ritrovarmene una... o magari 2 sotto la mia scrivania a succhiare il mio cazzo.

Questo ci porta ad un altro argomento molto importante per me... i pompini, ebbene si li adoro (dovreste averlo anche capito dal mio profilo), e su Milu se ne trovano di tutti i tipi, lenti, veloci, dolci e violenti con sborrata in bocca con sborrata in faccia... su delle tette giganti e con la sborra che viene passata dalla bocca di una pompinara all'altra.

La madre che introduce la figlia all'arte del pompino e' un classico senza tempo e lo adoro.

Ma anche la ragazzina che succhia il cazzo per la prima volta e si ritrova estasiata dal sapore della sborra... altra categoria fantastica.

O ancora le due amiche che fanno a gara a chi succhia meglio... dio mio che idea fantastica.

I pompini nei bagni, nelle ascensori, nei camerini, negli spogliatoi nelle docce... nei racconti di milu c'e' davvero di tutto... tutto quello di cui il mio cazzo ha bisogno per rimanere sempre duro e non pensare troppo al lavoro..

 

Ecco come premesso questa voleva essere solo una breve confessione... se qualcuno di voi volesse scrivermi qualcosa ne sarei contento.

 

Grazie

Di |2019-12-16T15:17:14+01:0011 Settembre 2019|Racconti sull'Autoerotismo|

Sono annientata

E’ già da parecchio tempo che indispettita e alquanto sdegnata ci rimugino appresso analizzando tutto ciò che mi è capitato, nel mentre che sono distesa sul canapè che fumo una sigaretta, dal momento che tento di scacciare via la contrarietà e lo sgradito malcontento immagazzinato. Ieri pomeriggio tu m’hai testualmente sbatacchiato il telefono in faccia, ultimando ruvidamente e con indiscussa villania la comunicazione. Tutto questo che hai compiuto ti sembra un accomodamento di poco conto? Una soluzione adeguata da parte tua? A ben vedere, con questa scenografia che hai appena combinato, è la terza volta che accade in breve tempo, mentre io sono pienamente ottusa e per di più lenta a capire, giacché ti sto persino morendo dietro. Poco intelligente e azzarderei fessa e sciocca pure io, in quanto a dire il vero non sono capace e faccio fatica quando sono distante da te. 

La mia storia – Primo weekend di sesso 3

Dopo aver cenato Marco e Livia letteralmente si scatenano in una scopata continua che sembra non avere mai fine; al termine la donna sarà talmente eccitata ed infoiata che non esiterà a concedersi dove non si è mai concessa; la scena poi si sposta alla sera dopo, dove un Marco triste per il fantastico weekend finito torna a casa sua, dove però avrà una sorpresa.

Per commenti scrivetemi a brunohorned55@mail.com

Svago spumeggiante

Ogni volta che lui faceva pressione sulle chiappe, avvertiva spiccatamente la sua fica assai irrorata schiudersi e il piacere irradiarsi su tutta la corporatura provocandole vigorosi tremiti mentre avvertiva il suo respiro diventare costantemente più scarso. Lei lo sentiva ansimare e deglutire più volte, poiché entrambi erano innegabilmente molto eccitati e quella manipolazione stava sottostando a una strabiliante metamorfosi, trasformandosi fatalmente e irrimediabilmente da classica in puramente e schiettamente erotica. La situazione era al momento intrigante, misteriosa e particolare, le sensazioni erano contrastanti, diffuse e minuziose, impetuose e travolgenti, giacché era così tutto emozionante, magico e provocante. 

Di |2019-12-16T13:48:05+01:0010 Settembre 2019|Racconti Erotici Etero|

IDA ~ I ~ Nuova schiava…o forse no

Era una mattinata piacevolmente tiepida e soleggiata, una mattina di primavera. La parte bassa della Città Splendente brulicava come un formicaio d'estate in un miscuglio piacevole di ogni classe sociale: mercanti che promuovevano ad alta voce ogni tipo di merce, dalla noce moscata, al vino, alle pietre preziose, alle sculture d'ambra; gente proveniente da ogni parte del globo, uomini altissimi provenienti dal nord, con i capelli biondi e le spalle bruciate dal sole; medici greci e arabi; mongoli dagli occhi allungati, donne di ogni genere con bellissimi abiti variopinti. In quella folla così assortita spiccavano a colpo d'occhio alcuni schiavi completamente coperti [...]

Di |2020-08-25T18:54:49+02:0010 Settembre 2019|Senza categoria|

05 Diario segreto di un dirigente perbene – La stalker (Manuela)

Il lavoro mi stava davvero prendendo molto tempo. L’azienda continuava ad espandersi e Patricia aveva insistito affinchè io assumessi un mio vice in Italia, dove la situazione si era consolidata, in modo da potermi occupare di più dell’espansione all’estero. Questo significava viaggi continui, lavoro che si protraeva fino a tardi, ritmi intensi... ma mi piaceva molto. Era quello che avevo cercato e voluto e la mia pazzia di qualche anno prima, quando lasciai un lavoro sicuro per un salto nel vuoto, si stava rivelando un’ottima decisione. 

 

Nonostante tutti gli impegni cercavo sempre di ritagliarmi del tempo per seguire dei corsi interessanti, non per forza orientati a tematiche di business. Sono curioso, e mi piace imparare cose nuove. 

Scelsi un corso di massaggi tantrici di 3 giorni e che si teneva in toscana, in un centro di ricerca spirituale che avevo già frequentato. 

Di solito proponevano attività molto ben fatte così non chiesi troppe informazioni, nemmeno quando mi domandarono se mi volevo iscrivere con la mia partner. 

Scoprì al mio arrivo che per il corso era essenziale che ci fossero un numero pari di uomini e donne, per poter svolgere correttamente tutti gli esercizi.  

La facilitatrice ci disse anche che chi era venuto con il proprio partner poteva lavorare sempre in coppia ma che consigliava a tutti, anche a loro, di fare ciascun esercizio con una persona diversa per sperimentare varie energie. 

Imparammo vari tipi di tocco, di pressione, ci trovammo a condividere emozioni anche forti. 

 

Feci esperienze con donne molto diverse, sia per età che per fisico e carattere, ma c’era una tipa che mi dava veramente sui nervi. 

Aveva un viso molto bello, ma era decisamente rotonda ed abbondante. E non era quello che mi teneva lontano da lei ma il suo atteggiamento di superiorità perché lei frequentava il mondo spirituale da tanti anni, “si era evoluta” ed era riuscita a mettere in piedi la sua azienda. 

Una delle sere si sedette al mio tavolo per cena e mi disse che secondo lei dovevo essere un classista, che si vedeva come ero molto selettivo con le persone.  

Le risposi che credevo fermamente essere mio dovere circondarmi solo di persone che potessero rendermi felice, con cui sviluppare rapporti umani intensi e di mutuo scambio. 

Litigammo. 

 

Ci evitammo fino all’ultimo ma poi il caso volle che ci trovammo in coppia a svolgere l’ultimo esercizio del corso. 

Dovevo mettere in pratica tutte le tecniche imparate per donarle un massaggio. 

Mi impegnai, cercando di superare la chiara incompatibilità caratteriale e spirituale. 

Le piacque molto. Quando toccò a lei massaggiarmi fu molto delicata ed eccitante. 

La cosa sembrò finire lì. 

 

Salii in macchina e iniziai a guidare verso Bergamo quando mi arrivò un sms. 

Era lei. 

In quei corsi c’era l’abitudine di far passare un foglio dove ciascuno scriveva i propri recapiti, ed ogni partecipante ne riceveva poi una copia. I

o perdevo quasi sempre la mia.

 

MI E’ PIACIUTO MOLTO COME MI TOCCAVI OGGI. MOLTO DOLCE. FORSE MI SBAGLIAVO SU DI TE 

 

Le risposi e ci fu un breve scambio di messaggi. 

Poi mi chiamò. 

Fu una conversazione inizialmente piacevole ma poi mi tenne al telefono credo due ore. 

Io odio stare la telefono più di 5 minuti. 

Riuscii a salutarla quando lei arrivò a casa. 

Mi aveva fatto promettere che ci saremmo rivisti. La cosa, in fondo, non mi dispiaceva. 

Era una donna intrigante, decisa. 

Volli vedere come le cose si sarebbero evolute.

 

Nei giorni successivi mi chiamò spesso, pure troppo per i miei gusti. 

Conversazioni interessanti ma troppo lunghe, e io non avevo così tanto tempo da passare al telefono con lei.

 Insisteva perchè ci vedessimo, ma ero sempre in viaggio  all'estero mentre lei lavorava solo in Italia. Anzi, per dirla tutta praticamente solo in provincia di Firenze. 

L’occasione si presentò quando Federico, il mio vice, riuscì a convincere la sede bolognese di una importante multinazionale americana a mandare tutto il management in “ritiro spirituale” per 3 giorni: un posto isolato e tranquillo dove li avremmo aiutati a definire le linee guida per il piano strategico del triennio successivo. 

Dissi a Federico che alla location ci avrei pensato io personalmente. 

Scelsi un hotel nel Mugello, una locanda bellissima con solo 6 camere, tutte suites con camino. In questi casi era mia abitudine (e piacere) verificare la location passandoci un fine settimana. 

Quale occasione migliore? Proposi a Manuela di accompagnarmi e sembrò davvero contenta. 

 

Ci demmo appuntamento direttamente là per la domenica, tarda mattinata. 

Quando lei arrivò io avevo già preso la camera, visitato le sale meeting e verificato altri spazi che ci sarebbero serviti per i workshop. Mentre io continuavo il mio lavoro le dissi di sistemarsi in camera e di indossare il costume perchè dopo avremmo dovuto “testare l’area relax”. 

Pranzammo insieme e dovetti accettare una serie infinita di battute su quanto duro fosse il mio lavoro e su quali titoli di studio fossero necessari per controllare la qualità delle saune e delle massaggiatrici. Facemmo una passeggiata nei dintorni tenendoci per mano, poi ci dirigemmo agli spogliatoi della piccola SPA e in un attimo fummo pronti. 

Visto che quel giorno eravamo gli unici ospiti della struttura, era tutta per noi. 

 

Entrammo nella vasca idromassaggio e lei dopo poco si avvicinò, si sedette sulle mie ginocchia voltata verso di me e mi baciò, quasi con violenza, affamata delle mie labbra. 

Sentivo il suo bacino muoversi e il suo seno abbondante tra di noi. 

Le misi le mani su quel grande culo burroso e glielo strinsi. 

Continuammo così per un po’, poi lei si staccò repentinamente dalla mia bocca
- Secondo me qui il test è stato un successo. Andiamo in camera!   
E uscì dalla vasca.   

 

Ci infilammo accappatoi e ciabatte, prendemmo i nostri vestiti e salimmo al piano superiore, dove l’anticamera della suite che avevo prenotato aveva il camino acceso. 

Ottimo servizio, pensai. 

Feci giusto in tempo a chiudere la porta che lei mi spinse contro il muro, mi aprì l’accappatoio e mi sfilò il costume bagnato, rimanendo in ginocchio davanti a me. 

Non avevo ancora visto una donna con tanta foga. 

Lo prese subito in bocca, leccandolo fino a farmelo diventare duro e poi pompando furiosamente. Provai a farla rallentare, ma non ci riuscii. 

Le presi allora la testa e l’accompagnai in quel movimento veloce e rumoroso fino a quando non venni riempiendole la bocca di sperma. 

Si alzò e me lo fece vedere sulla sua lingua, prima di ingoiarlo.


Cercai ancora di rallentare il ritmo del pomeriggio, inutilmente. 

Mi trascinò in camera dove mi prese la testa e me la portò direttamente tra le gambe. 

La leccai mentre la penetravo con tre, e poi quattro dita. 

Lei godeva rumorosamente. 

Mi tornò in tiro e iniziai a scoparmela. 

Vedere quelle tette enormi ballonzolare davanti ai miei occhi era molto eccitante. 

Non resistetti. Mi misi a cavalcioni su di lei e mi feci fare una spagnola meravigliosa, mentre con la mano continuavo a masturbarla. 
- Che maiale che sei! Ti piacciono le mie tette, vero? Dimmi che ci vuoi sborrare sopra brutto porco!
Le venni addosso. 
Se lo spalmò tutto sul seno, leccandosi poi la mano.

 

Per fortuna si era fatta l’ora di cena. Facemmo una doccia e scendemmo in salone. 

Speravo in un attimo di tregua ma nella pausa tra il primo e il secondo lei si tolse una scarpa e con il piede iniziò a massaggiarmi il pacco da sotto il tavolo. Il preludio di una lunga notte.

Tornati di sopra lo facemmo altre tre volte prima della sveglia. 

Era veramente affamata di cazzo, una ninfomane inimmaginabile. L’unica cosa che non mi riuscì fu di metterglielo in quel grande culo che, in fondo, mi eccitava molto. La feci mettere a quattro zampe e, mentre con due dita la masturbavo, quando uscivo dalla sua figa fradicia spalmavo un po’ dei suoi umori sulla sua rosetta. Poi cercai di entrare con un dito ma si irrigidì e si spostò di scatto in avanti.
- No. Lì no... non voglio...
Da una così la cosa un po’ mi sorprese, ma le rimisi le dita in figa facendola godere e poi mi tolsi la soddisfazione di una pecorina, venendole sulla schiena.
Erano le 4 di mattina quando finalmente si dette una calmata. 

 

Il giorno dopo ero esausto. 

Lei andò via molto presto a causa di impegni di lavoro e io riuscii finalmente a dormire. Iniziò a tartassarmi di chiamate e, siccome mi era difficile risponderle e stare al telefono per via degli impegni di lavoro, prese ad accusarmi di essermi approfittato di lei per una avventura di una sera. 

Mi mandò e-mail ed SMS anche di notte fonda. 

Fui molto duro con lei, anche perchè in realtà temevo che la cosa potesse degenerare ulteriormente. 

Smise di tormentarmi. 

Mi ritrovò su Facebook anni dopo e mi scrisse un messaggio molto carino dove si scusava, mi diceva di aver perso la testa e di aver capito che non aveva funzionato per colpa sua. Mi augurò buona fortuna. 

Decisi di non risponderle.

 

m.amorini@email.it

Di |2019-12-16T14:04:51+01:009 Settembre 2019|Senza categoria|
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