Alessandra in modo repentino inghiotte i primi schizzi di sperma, dopo io accortamente m’allontano e proseguo a imbrattarle le tette e per concludere in bellezza le inzacchero anche la sua irsuta e riccioluta rossiccia fica, perché sempre mi fa presente che questo carnale e libidinoso vizioso gesto, lei lo giudica ritenendolo uno schietto e veritiero regalo al suo essere donna, in quanto si sente incantevolmente e irrefrenabilmente da me maestosamente marchiata. In quel preciso istante l’abbraccio forte distendendomi e rilassandomi al suo fianco. Al presente guardo l’orologio e m’accorgo che sono le due del mattino, dopo una decina di minuti è la sua impertinente e sregolata mano che dissolutamente mi viene a cercare.