Io oscillo con te ai quattro venti, fluttuo con la cadenza della tua anima, poiché è la mia, barcollo perché il mio corpo è tuo, dal momento che te lo lecco da farti assaggiare uno spasmo appena accennato, io ti guardo e tu mi esorti a non bloccarti, sei incantevole, dato che non vedo l’ora di vederti venire. Tu in quel frangente dissenti, insorgi e t’opponi, mi levi i vestiti di dosso sbattendomi contro la parete della cucina, però io ti spingo per terra mettendomi in ginocchio su di te, in quanto sono a tal punto eccitata, tutta aperta e bagnata che non aspetto, giacché me lo spingo dietro e ti cavalco.