Tartassante sfumatura
Là di fuori nevicava, il fischio del vento e la forza della tormenta, uniti al crescendo del furore erotico evocarono all’angelo l’insopprimibile e impietosa furia ultraterrena. A questo punto lui aveva arretrato capitolando alla fragranza di quella donna, i più animaleschi e impulsivi ideatori degl’istinti e delle inclinazioni sessuali. Introdusse sennonché la lingua in quegli avvallamenti oscuri della fica, in seguito in quell’accogliente e felpato dell’ano. L’ammaliatrice e la lusingatrice dello sventurato angelo, frattanto si irrorava riccamente contorcendosi, scortando con le proprie dita il tocco soave della lingua soprannaturale che perlustrava l’accesso del suo didietro. Consumarono la notte intera nel manipolarsi, esplorandosi con la gratificazione di corrisposti orgasmi.